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Recessione gengivale: può causarla il diabete?

Esiste una relazione profonda e bidirezionale tra diabete e recessione gengivale. L'una può essere causa dell'altra e viceversa. Visite periodiche, controlli preventivi e una corretta cura orale sono la soluzione per mantenere uno stile di vita sano che passa anche dalla bocca!

Sunstar GUM - Recessione gengivale: può causarla il diabete? | GUM

Il diabete e la salute orale. Due facce della stessa medaglia che è bene tenere sotto controllo con visite periodiche per una corretta prevenzione di denti e gengive.

Il diabete è una patologia che comporta un aumento del livello di glucosio nel sangue a causa dell’incapacità del corpo di metabolizzare correttamente questo zucchero introdotto nell'organismo attraverso l’alimentazione. Ecco perché chi soffre di diabete deve sottoporsi quotidianamente a iniezioni di insulina, ossia quell'ormone che permette al glucosio di penetrare nelle cellule al fine di apportare energia ai muscoli e ai tessuti.

Con il trascorrere del tempo, e se non individuato in tempo, l’eccesso di zuccheri nel sangue può diventare causa di ulteriori problematiche che possono riguardare diverse parti del corpo come ad esempio i piedi, gli occhi, i reni, l’apparato nervoso oppure i denti e le gengive.

I problemi più comuni per la salute orale legati al diabete sono le carie, tutte le patologie parodontali – legate cioè a infiammazioni delle gengive più o meno gravi -; le disfunzioni nelle ghiandole salivari, le infezioni da funghi, le patologie infiammatorie della pelle, le infezioni e il ritardo nella cicatrizzazione e il deterioramento del senso del gusto.

Ci occuperemo in particolare del diabete come una delle possibili cause della retrazione gengivale, quella condizione patologica infiammatoria che causa uno spostamento delle gengive e che, nei casi più gravi, può portare alla perdita dei denti.

Scopriremo quindi in che modo il diabete possa influire su questa particolare patologia che colpisce le gengive, quali sono le soluzioni e rimedi più indicati per prevenire e curare i disturbi del cavo orale e qual è il miglior modo di gestire la salute orale in presenza di diabete.

Recessione gengivale e diabete

Con il termine recessione gengivale si indica quella condizione patologica che si manifesta quando le gengive si ritirano dai denti fino a scoprirne la radice. Si tratta quindi una patologia che causa problemi sia a livello estetico ma anche da un punto di vista salutistico.

Il primo sintomo che può far scattare il campanello d’allarme è una maggiore sensibilità dentale. Da non sottovalutare anche le gengive gonfie, con rossore o sanguinamento, ma potreste anche notare un dente che sembra più lungo del normale o sentire un incavo nel punto in cui la gengiva incontra il dente – detto bordo gengivale.

In tutti questi casi, ricordate di non sottovalutare questi sintomi perché la recessione delle gengive può essere il sintomo di un disturbo gengivale ancora più importante, del quale è bene avere presto una diagnosi.

La recessione gengivale può essere causata da numerosi fattori, tra cui l’invecchiamento, la carenza di vitamina C, uno spazzolamento troppo aggressivo dei denti sensibili o, il più delle volte, da una scarsa e scorretta igiene dentale.

Una scarsa cura orale, infatti, può portare a gengivite, cioè all'infiammazione delle gengive dovuta all'accumulo della placca batterica che, se non viene trattata, alla fine può portare alla recessione gengivale. Se della recessione gengivale non viene individuata la causa e viene lasciata progredire, possono insorgere problemi di salute più gravi. La gengiva può iniziare a staccarsi dal dente, creando delle tasche parodontali in cui può accumularsi ancora più placca che, col passare del tempo e senza le adeguate cure, possono portare alla caduta dei denti.

Ma in che modo questa patologia è legata al diabete?

La causa principale della gengive ritirate è la malattia parodontale – come la gengivite e la parodontite – ossia malattie infiammatorie legate a gengive e denti e direttamente correlate al diabete di tipo 1 e 2 da una relazione di causa-effetto.

Come accennato in precedenza, il diabete comporta un’incapacità del corpo di trasformare i livelli di glucosio nel sangue, riducendo a sua volta la capacità del corpo di difendersi da infezioni e infiammazioni. Ecco perché nei soggetti diabetici risulta molto facile l'infiammazione di un tessuto già delicato come quello gengivale.

Le patologie parodontali sono infezioni che colpiscono la gengiva e l’osso di supporto ai denti nella bocca e, per questo motivo, sono strettamente legate al controllo del diabete. Per esempio, i pazienti con un controllo insufficiente del livello di glucosio nel sangue possono sviluppare patologie parondontali più spesso e in maniera più severa, e che perdano più denti di coloro che invece hanno un buon controllo del proprio diabete.

La parodontite – che è causa della recessione gengivale - porta alla perdita irreversibile dei tessuti parodontali e provoca recessioni estese anche sulla superficie dei denti. Contemporaneamente gli spazi interdentali appaiono come dei “triangoli neri” in cui l’accumulo di placca e di residui di cibo mantiene l’infiammazione dei tessuti gengivali.

Il collegamento tra malattie gengivali e diabete è quindi di tipo bidirezionale. Vari studi scientifici hanno dimostrato che chi soffre di infiammazioni alle gengive è a più alto rischio di sviluppare il diabete e, viceversa, chi ha il diabete (tipo 1 o 2) ha maggiori probabilità di soffrire di problemi a denti e gengive.

Quando il tessuto delle gengive è danneggiato a causa di una malattia gengivale, infatti, i batteri della placca dentale si diffondono nel resto dell'organismo attraverso il flusso sanguigno. La presenza di batteri nel corpo innesca una risposta immunitaria, che rende più difficile controllare i livelli di zucchero nel sangue e può peggiorare le complicanze del diabete già esistenti.

In particolare, la parodontite ha un'influenza sulla progressione del diabete perché favorisce l'aumento della glicemia e degli acidi grassi. Nel cavo orale del paziente, quindi, la gengiva si infiamma e appare più rossa, presenta un gonfiore e una costante tendenza a sanguinare.

Via via possono comparire alitosi, secchezza della bocca, gonfiore della lingua. Lo step successivo riguarda i tessuti più profondi che ricoprono il dente fino all'osso di supporto che pian piano può riassorbirsi fino a portare alla riduzione e alla perdita di uno o più denti.

Come prevenire i disturbi del cavo orale

La recessione gengivale, gengiviti, ascessi, infiammazioni e, in generale, tutti i disturbi che riguardano il cavo orale possono essere prevenuti e controllati seguendo un’accurata pulizia orale quotidiana e ricorrendo almeno una volta l’anno alla pulizia professionale dal proprio odontoiatra.

In un’ottica di prevenzione la cura orale quotidiana deve essere eseguita almeno due o tre volte al giorno e dopo ogni pasto o spuntino sin da bambini. In particolare, è fondamentale la tecnica di spazzolamento dei denti. Ricordate quindi di non spazzolare i denti in orizzontale o muovendo lo spazzolino dal dente verso la gengiva, bensì di muovere lo spazzolino in verticale con movimenti che vadano dalla gengiva verso la fine del dente.

Anche l’igiene professionale va eseguita almeno 1 o 2 volte l’anno per prevenire problemi gengivali come la recessione.

Per prevenire ogni tipo di disturbo, potete basare la vostra routine di cura dentale quotidiana sue tre semplici passaggi che vi serviranno a mantenere denti, gengive e tutto l'organismo in buona salute.

  • Lavare i denti 3 volte al giorno (dopo ogni pasto) utilizzando spazzolini delicati, con setole morbide e affusolate per alleviare la sensibilità di denti e gengive gonfie e un dentifricio con una dimostrata azione di controllo della placca oppure un dentifricio di mantenimento come GUM Paroex 0,06%, indicato per chi soffre di gengive infiammate o sanguinanti;
  • pulire gli spazi interdentali ogni giorno utilizzando un filo interdentale o uno scovolino delicati, dotato di setole in gomma super morbide, o GUM Trav-ler, ideale nel caso portiate apparecchi ortodontici, ponti o impianti dentali;
  • sciacquare la bocca con un collutorio rinfrescante, capace di raggiungere le altre parti della bocca e completare la routine.

Come curare la propria salute orale in caso di diabete

Con una patologia particolare come il diabete diventa ancora più importante adottare una routine per la cura orale corretta ed effettuarla con attenzione maggiore per evitare la presenza di carie e batteri che potrebbero portare la salute generale dei pazienti diabetici a una situazione più grave.

Per prevenire complicazioni della patologia dentale e, di conseguenza, anche del diabete stesso, dunque è fondamentale adottare un sistema di prevenzione efficace e duraturo nel tempo che riguardi la salute orale e generale.

Da un lato quindi occorre proseguire con i normali controlli di routine del diabete che riguardano la misurazione del livello di glicemia nel sangue, il mantenimento di un’alimentazione corretta ed equilibrata, l'abbandono del vizio del fumo, l’adozione di una terapia efficace per aumentare le difese del sistema immunitario e dall'altro è necessario curare il cavo orale attraverso una pulizia quotidiana eccellente, effettuando regolari check-up con un igienista dentale.

Le regole per una corretta cura orale in caso di diabete rimangono sempre le stesse e dovrebbero diventare vere e proprie abitudini per un corretto stile di vita.

Lavare i denti tre volte al giorno, utilizzare il filo interdentale e gli scovolini interdentali per rimuovere a fondo la placca e i residui di cibo lungo e sotto il bordo gengivale e tra i denti; concludere la routine giornaliera con un collutorio, con o senza clorexidina e, nel caso di pulizia professionale, utilizzare un integratore alimentare orale naturale che aiuta a mantenere i benefici della pulizia del dentista negli anni.

Anche in caso di protesi dentali, il consiglio è quello di effettuare un trattamento di pulizia e cura orale impeccabile utilizzando gli strumenti giusti, per evitare che la placca batterica si annidi nella protesi e generi complicazioni.

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