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Come si lavano i denti: gli errori più comuni

Nella cura orale vi possono essere diversi errori. Nessuno può prescindere dalla pulizia giornaliera della bocca e dei denti, un procedimento che attiene alla salute non solo del cavo orale ma di un più generalizzato benessere di tutto l’organismo. Va da sé, dunque, che procedere in maniera corretta alla pulizia dentale sia di fondamentale importanza e, per il bene della nostra salute, non sono ammessi errori. In questo articolo vedremo quali sono quelli più comuni e vi daremo importanti consigli sugli strumenti da usare e sulle giuste procedure.

Sunstar GUM - Come si lavano i denti: gli errori più comuni | GUM®

Dalla pulizia del cavo orale che deve rientrare tra le buone abitudini quotidiane dipendono molte cose.

Non pulire a fondo i denti significa lasciare campo libero alla placca, una sottile patina incolore che si crea sulla superficie del dente che, facendo prolificare i batteri, permette a tartaro, carie e gengiviti di impadronirsi della bocca e provocare danni importanti.

Usare lo spazzolino sbagliato

A nostra disposizione, abbiamo una serie di strumenti che prima di arrivare sulla poltrone del nostro igienista dentale, ci aiutano a mantenere sana la condizione della nostra bocca. Primo tra tutti, lo spazzolino da denti.

Uno degli errori più comuni che commettiamo quando ci prendiamo cura della nostra bocca sta proprio nella scelta dello spazzolino sbagliato, che comporta anche uno spazzolamento errato dei denti.

Per prima cosa allora, è importante scegliere lo spazzolino giusto. Se siete incerti, durante il prossimo controllo dal dentista, vi consigliamo di chiedere a lui un suggerimento su quale spazzolino manuale scegliere.

Saranno importanti le sue dimensioni e le caratteristiche delle setole. Partiamo da queste e diciamo subito che esistono gli spazzolini con setole

  • dure
  • medie
  • morbide

Le setole dure se non impiegate solo quando possibile possono provocare seri danni all’interno del cavo orale e, quello che è peggio, possono causare il ritiro delle gengive, un problema che comporta conseguenze molto gravi.

Molti pensano che con le setole dure sia più facile rimuovere la placca, ma non è così: una efficace rimozione della placca avviene solo in base al movimento dello spazzolino e non alle setole che, in realtà, più morbide sono e meglio agiscono nella loro funzione pulitrice.

Le setole morbide sono molto indicate per chi ha smalto e gengive delicati o per chi soffre di sensibilità dentale.

Il fatto che siano morbide, consente loro di raggiungere facilmente gli spazi interdentali e di arrivare a pulire a fondo anche i molari e le parti interne più difficili. Sono generalmente le più consigliate anche dai dentisti e dagli igienisti perché premettono uno spazzolamento completo senza mai danneggiare lo smalto o irritare le gengive.

Se non avete problemi di sanguinamento gengivale o di sensibilità dentale, potete usare tranquillamente gli spazzolini con setole medie che, in realtà, sono i più diffusi.

Infine, un altro comunissimo errore che riguarda lo spazzolino, è quello di continuare a utilizzarne uno vecchio. Ricordate che lo spazzolino da denti va cambiato ogni tre mesi al massimo.


Lo spazzolamento sbagliato dei denti

Il movimento da fare con uno spazzolino manuale è di fondamentale importanza per il risultato finale. Il primo errore che commettiamo durante la pulizia dei denti è proprio il movimento.

Procedere a un corretto spazzolamento, infatti, non è un’operazione semplice come si potrebbe immaginare e deve essere eseguita ogni volta che la bocca entra in contatto con cibo o bevande.

È sbagliato e può anche essere dannoso per lo smalto muovere le setole avanti e indietro, in senso orizzontale, da destra a sinistra.

Si devono eseguire movimenti circolari, cercando di andare dal basso verso l’altro sull’arcata inferiore, esterna ed interna, e dall’alto verso il basso su quella superiore, esterna ed interna.


Lo spazzolamento va eseguito anche sulla lingua:
spesso questo passaggio viene completamente dimenticato, ma è invece molto importante perché i batteri si depositano anche sulla lingua e sulla parte interna delle guance. A questo scopo, però, potete utilizzare il Puliscilingua GUM Halicontrol, un prodotto molto valido anche contro l’alitosi.

Utilizzare soltanto lo spazzolino

Insieme allo spazzolino, non dimentichiamoci dell’importanza che hanno filo interdentale e scovolino, altri due strumenti indispensabili per completare la corretta cura dentale quotidiana.

Gli scovolini e il filo utili per pulire gli spazi interdentali e devono essere utilizzati prima dello spazzolamento. Intervengono entrambi sugli spazi interdentali, quegli spazi cioè in cui i residui di cibo si depositano più facilmente, pertanto il loro utilizzo quotidiano è fortemente consigliato.

Quali dentifrici e collutori sono sconsigliati

Scegliere il giusto dentifricio è un’altra mossa che riguarda da vicino la correttezza della cura orale. Cosa ci si aspetta da un dentifricio? Tutti, quando scegliamo il dentifricio vogliamo un prodotto efficace contro la placca, che sia rinfrescante e che doni un’immediata sensazione di pulito.

Tra gli errori più comuni c’è quello di credere che più dentifricio si utilizza, più efficace sarà la pulizia. Ma c’è da sapere che una eccessiva quantità di dentifricio non serve a nulla. I residui di cibo, preliminarmente eliminati con scovolino e filo interdentale, si combattono con la giusta quantità di dentifricio che può limitarsi al volume di una perla.

I dentifrici, dunque, sono subordinati all’importanza di uno spazzolino di buona qualità, con setole giuste per lo spazzolamento e al movimento che si esercita per pulire i denti. Pur tuttavia, è sempre meglio sapere quale scegliere e quale invece evitare.

State attenti ai dentifrici sbiancanti. Perché? Perché essi contengono un indice di abrasività che sta ad indiare l’aggressività della pasta dentifricia.


Per forza di cose, i dentifrici sbiancanti, devono contenere un indice di abrasività, indicato con la sigla RDA, molto alto e se utilizzati per un periodo di tempo eccessivamente lungo, possono danneggiare lo smalto rendendolo più sottile. Devono pertanto essere utilizzati di rado e solo per periodi brevi.

Un altro elemento dannoso per la salute dei denti e contenuto in molti dentifrici è il triclosan: si tratta di un derivato del triclorurato del fenolo che viene usato come antibatterico in alcuni prodotti. Se assunto per periodi lunghi, può provocare allergie e determinare una resistenza agli antibiotici.

Il dentifricio più consigliato, invece, è quello al fluoro. Si tratta di un microminerale che si trova facilmente in natura perché contenuto nelle foglie di tè, in alcune verdure e nel riso. Si tratta di un componente che riesce a rafforzare il tessuto osseo e a proteggere lo smalto dei denti ed è per questo che è utilizzato per produrre il dentifricio.

I dentifrici che contengono fluoro sono dunque i più adatti per una corretta cura orale.

Veniamo adesso ai collutori che, diluiti con acqua o in purezza, servono a coadiuvare l’azione dello spazzolamento e l’operazione di rimozione dei residui di cibo e batteri del filo o dello scovolino.

Non tutti i collutori sono uguali: spesso la scelta si basa sulla convenienza economica o sul packaging invitante, ma un collutorio efficace andrebbe scelto in base agli ingredienti. Per fare in modo che non danneggi il cavo orale o che non comporti altri problemi, non deve contenere alcol o coloranti.

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