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stomatite nei bambini

La stomatite nei bambini: cos’è e come trattarla

I bambini, sin dalla più tenera età, sono facilmente soggetti alle infezioni del cavo orale. Tra queste spiccano le stomatiti, infezioni acute particolarmente fastidiose in quanto il dolore provocato dalle ulcerazioni conseguenti complicano anche la masticazione e, quindi, l’alimentazione del bambino. Non è raro che i fastidi tipici di questa sindrome spingano infatti il piccolo paziente a rifiutare cibi e bevande.

Questo tipo di infezione è estremamente diffusa, al punto che si calcola che perlomeno il 10% dei bambini la contragga nel corso della propria vita.

Sebbene la stomatite nei bambini sia per lo più una patologia auto-risolvente, può rivelarsi un vero e proprio incubo anche per i genitori che, oltre alle preoccupazioni legate alla malattia vera e propria, si ritrovano a dover gestire la disidratazione del piccolo e la possibile trasmissione del contagio (nel caso di una stomatite virale). La possibilità di recidive complica ulteriormente un quadro, come vedremo, già di per sé complesso.

Le forme di stomatite e i loro sintomi

La stomatite, in generale, colpisce tutte le mucose della bocca e si manifesta con la formazione di piccole vescicole dolorose dette afte, precedute da un arrossamento della superficie circostanteEsistono numerose tipologie di stomatite, ma, in ambito strettamente pediatrico le più comuni sono due:

  • Le stomatiti aftose (dette anche ricorrenti)
  • Le stomatiti erpetiche (primarie, secondarie e gengivo-stomatiti)

La stomatite aftosa

La stomatite aftosa colpisce soprattutto i bambini in età prepuberale e gli adolescenti ed ha la peculiare caratteristica di determinare spesso varie ricadute anche negli anni successivi, ad intervalli variabili tra 1 e 5 mesi. Per questa ragione viene definita anche stomatite aftosa ricorrente, tant’è che anche se il primo episodio si verifica intorno ai 10 anni spesso la malattia tende a proporsi anche nell’individuo adulto. Si tratta di una delle infezioni del cavo orale più comuni in assoluto.

La malattia - non contagiosa - si manifesta con la formazione di piccole ulcere dolorose (dette afte) all’interno della bocca, in particolare sull’interno delle guance, sul labbro superiore e inferiore, sulla lingua e, meno frequentemente, nella zona faringea. Di solito le afte sono piuttosto piccole, tondeggianti e sono caratterizzate dalla presenza di una specie di membrana giallognola o grigia e da un bordo rossastro a volte in rilievo. Il dolore che le caratterizza è particolarmente intensocon sensazione di bruciore soprattutto al contatto, tale da rendere difficoltosa la masticazione e persino l’ingestione di liquidi. Il dolore può essere ulteriormente esacerbato dall’ingerimento di cibi salati o piccanti e, soprattutto, dalla secchezza della mucosa, per cui è indispensabile mantenere ben idratato il bambino.

Generalmente, la comparsa di febbre o di un malessere generale è piuttosto rara.

Le cause della stomatite aftosa

La stomatite aftosa è quella che si definisce una malattia idiopatica, ovvero una malattia di cui è ignota la causa. L’osservazione di questa patologia ha portato a ritenere che sia provocata da una serie di concause, che giocano però un ruolo che non è ancora stato possibile definire.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la stomatite aftosa, in base ad alcuni studi, sarebbe di natura ereditaria. In altre parole, il bambino che ha parenti che soffrono o hanno sofferto di stomatite aftosa ha una maggiore probabilità di essere affetto dalla medesima patologia.

I fattori principali che contribuiscono a determinare la stomatite aftosa sarebbero comunque da ricondursi a:

  • Debolezza o malfunzionamento del sistema immunitario (per cui i linfociti attaccano la mucosa orale)
  • Presenza di talune infezioni o patologie di tipo sistemico (come Citomegalovirus, celiachia, colite ulcerosa, varicella, lupus eritematoso e molte altre)
  • Carenze alimentari
  • Allergie alimentari
  • Traumi del cavo orale (legati alla masticazione, a una cura dentale o altro)
  • Stress

Il trattamento delle stomatiti aftose

La stomatite aftosa non ha una cura specifica, si risolve spontaneamente nell’arco di 14-21 giorni e il suo trattamento si limita al contenimento dei sintomi. La terapia sintomatica si basa su alcuni capisaldi, che integrano norme alimentari e assunzione di farmaci. In particolare è necessario:

  • Mantenere un buon livello di idratazione assumendo più liquidi, soprattutto acqua
  • Eliminare dall’alimentazione cibi salati o piccanti
  • Effettuare sciacqui con un collutorio disinfettante (con clorexedina)
  • Applicare anestetici locali alle afte per lenire il dolore
  • Utilizzare, in base alla gravità dei casi, dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei)

Di solito il rispetto delle sole norme alimentari è sufficiente a controllare la dolorosità delle ulcerazioni. Solo nei casi più gravi può essere opportuno ricorrere ai corticosteroidi per trattare le afte più dolenti e di maggiori dimensioni che tardino a rimarginarsi (le più gravi possono impiegare anche più di un mese e lasciare delle cicatrici dopo essersi rimarginate).

Possono coadiuvare la ripresa del bambino anche dei rimedi naturali, come gli integratori a base di zinco, ferro e acido folico che contribuiscono, tra le altre cose, a limitare la creazione di citochine infiammatorie. Secondo numerosi studi, lo zinco sarebbe anche efficace nel diminuire le possibilità di recidiva della malattia.

Dal momento che la stomatite aftosa non deriva da un’infezione batterica o virale, il trattamento con antibiotici è sostanzialmente inutile. Lo stesso dicasi per i farmaci antivirali.

La difficoltà di individuare una causa precisa per la stomatite aftosa rende difficile fornire indicazioni precise per la sua prevenzione. In linea di massima, però, è di grande importanza avere una buona cura dell’igiene orale, utilizzando dentifrici e collutori, nonché seguire una dieta ricca di frutta e verdura.

La stomatite erpetica: cause e sintomi

La stomatite erpetica è una malattia virale che colpisce il cavo orale, ed è causata dall’Herpes simplex (HSV-1), lo stesso virus che è responsabile dell’Herpes labiale.

A differenza della stomatite aftosa è pertanto molto contagiosa e si trasmette per contatto diretto o indiretto. Ciò impone una particolare cautela da parte dei genitori che devono stare molto attenti ad evitare un uso promiscuo di oggetti come asciugamani, spazzolino da denti, filo interdentale, bicchieri e quant’altro possa veicolare il virus. Inoltre, sarà necessario assicurarsi che il bambino si lavi le mani, non tocchi le vescicole e non applichi la bocca ad altre parte del corpo (per esempio succhiandosi le dita): c’è sempre il rischio di estendere la sintomatologia ad altre parti del corpo.

La malattia presenta un’evoluzione molto peculiare. Si contrae normalmente tra i 4/6 mesi e i 4/5 anni ma colpisce spesso anche gli adolescenti e, alla sua prima manifestazione, si definisce stomatite erpetica primaria. In molti casi il primo contatto con il virus non determina sintomi, mentre in una percentuale minore di casi questo dà immediatamente il via alla malattia conclamata con tutta la sua tipica sintomatologia. I primi sintomi della stomatite erpetica primaria sono costituiti dai seguenti disturbi:

  • Febbre elevata, che può superare anche i 39°
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Gonfiore delle gengive
  • Mal di testa
  • Mal di gola
  • Inappetenza
  • Scialorrea (aumento della saliva)
  • Alitosi
  • Nausea

Il sintomo più evidente della malattia conclamata è però costituito dalla comparsa di piccole vescicole piene di siero, che possono presentarsi sull’intero cavo orale. A differenza di quanto accade con la stomatite aftosa, infatti, queste bolle possono comparire anche sul palato e sulle gengive (e, in quest’ultimo caso si parla di gengivo-stomatite).

La successiva, inevitabile rottura delle vescicole determina delle ulcerazioni particolarmente dolorose che possono rendere difficile masticazione e deglutizione. Anche in questo caso i genitori devono prestare particolare attenzione a curare l’alimentazione e l’idratazione del bambino che, molto probabilmente, manifesterà inappetenza.

Il trattamento delle stomatiti erpetiche

La diagnosi della malattia è relativamente semplice e, di solito, è sufficiente un controllo medico o una visita dentistica per accertare la sintomatologia.

L’infezione da Herpes simplex non ha una cura specifica, e regredisce spontaneamente nell’arco di 2/3 settimane. La fase acuta della malattia dura generalmente solo 3 o 4 giorni, con febbre alta e malessere generale. Nella settimana successiva si assiste alla remissione delle vescicole e alla guarigione della maggior parte delle ulcerazioni.

L’adozione di farmaci antivirali (tipicamente l’Aciclovir) può rivelarsi necessaria per ridurre la durata dell’infezione soltanto nel caso di pazienti immunosoppressi o caratterizzati da un sistema immunitario deficitario.

Come nel caso della stomatite aftosa, anche in questo caso la terapia è essenzialmente sintomatica, e mira a controllare la febbre e il dolore legato a vescicole e ulcerazioni: prevede quindi l’utilizzo di farmaci antipiretici, antinfiammatori e lenitivi locali.

È importante continuare a garantire una buona idratazione del bambino per tutta la durata della malattia, facendogli assumere bevande e cibi liquidi o semi-liquidi con l’ausilio di una cannuccia in modo tale da limitare la necessità della masticazione e lo sfregamento delle mucose con sostanze solide.

Come dicevamo, non c’è cura per l’Herpes simplex. Niente potrà rimuovere il virus HSV-1 dall’organismo, che andrà invece ad insinuarsi nei gangli nervosi dove rimarrà latente, salvo riattivarsi e dar luogo a recidive in qualsiasi momento, anche in età adulta: in tal caso si parla di stomatite erpetica secondaria. Vi sono stime per cui oltre l’80% degli individui adulti ospiterebbe una forma latente di HSV-1. Non sono noti con precisione i fattori scatenanti della riattivazione, ma si è osservata una corrispondenza frequente con:

  • Gravi stati febbrili
  • Malfunzionamento del sistema immunitario
  • Uso di farmaci immunosoppressori
  • Sovraesposizione ai raggi solari o ai raggi UV
  • Traumi fisici
  • Sbalzi ormonali
  • Situazioni di intenso stress

C’è da dire che, generalmente, la stomatite erpetica secondaria è molto meno grave e sintomatica di quella primaria.