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Alito cattivo nei bambini con diabete: cause e soluzioni

Il diabete è una delle malattie che maggiormente hanno una correlazione con problemi del cavo orale. In questo articolo parleremo in particolare di come il diabete interferisca con la salute della bocca e spiegheremo che cosa è la chetoacidosi e come curarla.

alito cattivo bambini diabete


Alito cattivo e diabete infantile: che legame esiste

Nel caso di pazienti con diabete, la presenza della placca, la formazione di tartaro, carie, infezioni delle gengive, parodontiti e infiammazioni del cavo orale che possono interessare i tessuti molli e la lingua, sono più frequenti e mettono a rischio la salute della bocca.

Ma in cosa e perché il diabete influisce sul benessere del cavo orale?

Tutto dipende dalla saliva che nella bocca ha un ruolo determinante perché aiuta a mantenere sana la struttura del cavo orale garantendo il giusto equilibrio del Ph che grazie ad essa resta costante e neutro. In questo modo, le sostanze acide contenute nel cibo non possono agire sullo smalto dei denti con un’azione corrosiva. Inoltre, nel processo della digestione, aiuta ad eliminare gli zuccheri diluendoli ed effettua un’azione microbica che aiuta a controllare le infezioni della bocca. Questo succede quando la persona non è affetta da una malattia cronica ma nel caso di pazienti affetti da diabete il discorso cambia.

Nei diabetici, siano essi bambini o adulti, la saliva è più dolce, presenta cioè una quantità di glucosio superiore alla norma che è, ovviamente, in stretta relazione con la concentrazione di zucchero nel sangue. Questo favorisce la proliferazione batterica nella bocca.

Inoltre, è possibile che il diabete riduca la produzione di saliva aumentando così il rischio della formazione di tartaro, carie e altre infezioni che provocano dolore, soprattutto se non si beve molta acqua e se non si controlla in maniera efficace il glucosio nel sangue.

Anche i farmaci per la glicemia contribuiscono alla gola che si secca, alla disidratazione, all'alitosi, al bruciore della bocca e della gola e rendono la saliva particolarmente spessa e viscosa, favorendo piaghe e afte.

Inoltre, si sa che lo stress provocato dall’abbassamento delle difese immunitarie è strettamente collegato con le infezioni del cavo orale e nel caso dei bambini affetti da diabete questo è quanto mai vero.

Per cui la stretta relazione che c’è tra l’alito cattivo e i bambini affetti da diabete parte dal fatto che nel loro caso la saliva non espleta in maniera efficace le sue funzioni e contribuisce al proliferare dei batteri nella bocca che provocano i problemi sopra elencati che presentano, tra i diversi sintomi, anche una forte alitosi.

Per risolvere il disturbo e migliorare le condizioni del benessere generale dell’organismo, seguite principalmente i consigli del vostro medico, controllate sempre il livello di glucosio nel sangue e fate seguire ai bambini un’alimentazione adatta a loro, insegnando a masticare con cura e a provvedere anche e soprattutto alla corretta cura di denti e gengive.

Il bambino diabetico più degli altri dovrà essere in grado di fare prevenzione e di provvedere al corretto spazzolamento dei denti e dovrà utilizzare un dentifricio adatto. L’operazione di pulizia deve durare circa 2 minuti almeno e sarà necessariamente eseguita dopo ogni pasto.

Inoltre, sin dalla tenera età, i bambini dovranno abituarsi a usare anche gli altri strumenti della cura dentale che sono il filo e lo scovolino che aiutano a rimuovere ancora più placca insieme al trattamento con un collutorio, una soluzione medicata che agevola le condizioni per vincere la lotta alla carica batterica.

Va da sé che la visita dal dentista nel caso di bambini diabetici debba essere messa in calendario con una frequenza costante per evitare che le difese immunitarie basse, e tutti gli altri fattori sopra elencati, aggrediscano il cavo orale provocando problemi seri.

I bambini con diabete e problema di alito cattivo dovranno anche abituarsi a bere molto per aumentare la produzione di saliva ed evitare la secchezza delle fauci che contribuisce al problema.

Preoccupatevi anche dell’igiene degli strumenti usati per la cura orale, questi dovranno essere sempre perfettamente puliti (potete utilizzare il bicarbonato di sodio) e asciugati al fine di non favorire la proliferazione batterica.

Tra le cause dell’alito cattivo nei diabetici, però, c’è anche la chetoacidosi, una complicanza della malattia. Nei prossimi paragrafi spiegheremo meglio il problema.

Come riconoscere la chetoacidosi

La chetoacidosi è una complicanza del diabete mellito che si manifesta quando il glucosio non riesce ad entrare nelle cellule e queste cominciano a ricorrere agli acidi grassi che senza una quantità di glucosio intracellulare si sintetizzi in sostanze chiamate chetoni.

A causa della carenza di zucchero, si verifica una secrezione di ormoni controinsulari responsabili di stimolare la sintesi di glucosio. Lo zucchero quindi viene messo in circolo ma, non potendo entrare nelle cellule a causa dell’assenza di insulina, provoca l’aggravarsi della condizione iperglicemica.

L'accumulo di corpi chetonici nel sangue, l'iperglicemia e il deficit di insulina determinano quindi i sintomi caratteristici e le complicanze della chetoacidosi diabetica e confermano la diagnosi.

Le complicanze delle chetoacidosi comportano sintomi importanti come vomito, disidratazione, sete intensa, aritmie, respiro ansimante e sonnolenza.

Inoltre, chi soffre di chetoacidosi ha un alito con uno sgradevole odore che viene causato dall'eliminazione dell’acetone.

La diagnosi di chetoacidosi diabetica arriva a seguito di una analisi del sangue che faccia riscontrare le seguenti condizioni:

  • iperglicemia,
  • ipovolemia,
  • riduzione del bicarbonato ematico,
  • presenza di corpi chetonici nel sangue e nelle urine
  • riduzione del Ph.

Come curare la chetoacidosi

Non vi sono rimedi per risolvere il problema della chetoacidosi se non un trattamento farmacologico mirato.

Infatti, l‘unico modo di intervenire sulla chetoacidosi dei pazienti diabetici è provvedere ad un trattamento farmacologico che viene generalmente somministrato in ospedale. Una volta ricoverato, il paziente viene sottoposto ad una somministrazione per via intravenosa di fluidi al fine di risolvere il forte problema della disidratazione, uno dei sintomi i principali della patologia. Si provvede invece ad arrestare la sintesi dei corpi chetonici attraverso la somministrazione di insulina.

Queste terapie farmacologiche si effettuano a seguito di un ricovero ospedaliero perché è necessario, nel contempo, provvedere anche a monitorare la correzione degli equilibri elettrolitici.

La chetoacidosi può comportare anche malattie come la polmonite o può essere all'origine di infezioni specifiche come quelle alle vie urinarie. In tal caso, però, queste patologie non saranno d’ostacolo alla terapia farmacologica che potrà comunque essere intrapresa per intervenire sul problema.

Durante la terapia può succedere che si manifesti un debole appetito e si può essere indotti a pensare che a causa della scarsa assunzione di alimenti si debba ricorrere ad una diminuzione della dose di insulina. In realtà, è vero il contrario, vale a dire che correggere la chetoacidosi diabetica sarà necessario procedere a controlli glicemici mirati e frequenti.

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