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Alveolite dentale: di cosa si tratta?

Dopo l'estrazione di un dente si può correre il rischio di essere colpiti da un'alveolite dentale. Ma di cosa si tratta nello specifico? E cosa fare per prevenirne la comparsa?

dente estratto in studio dentistico
L'alveolite dentale è una delle infiammazioni più comuni che possono colpire i denti e, in particolare, la cavità ossea in cui si trovano le radici, chiamata appunto alveolo.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di una patologia infiammatoria che colpisce il cavo orale a seguito di un'estrazione dentaria (molto frequente l'alveolite post estrazione del dente del giudizio), soprattutto se la normale coagulazione del sangue nella zona del dente estratto risulta compromessa.

Dopo la rimozione di un dente, infatti, l'alveolo che di solito sostiene e circonda la radice dentale, si ritrova a contatto diretto con la cavità orale.

Questo vuoto (da cui il nome alveolite secca) viene colmato da un coagulo di sangue che blocca il sanguinamento post-intervento, protegge i tessuti dall'attacco di batteri e prepara il nuovo tessuto di granulazione per la formazione del nuovo osso. Se la coagulazione non funziona nel modo corretto, l’osso alveolare rimane scoperto e si infiamma portando appunto all'alveolite.

In questo articolo approfondiremo tale argomento, illustrando i sintomi più frequenti attraverso i quali è possibile riconoscere la patologia e mostrando le cause scatenanti, i rimedi e i modi per prevenirla.


Sintomi dell'alveolite dentale

Nonostante l’alveolite dentale (o alveolite secca) sia una complicanza alquanto rara degli interventi di chirurgia orale, dev’essere comunque identificata e trattata per evitare ulteriori patologie all’interno della bocca. È solitamente più frequente a seguito della rimozione di un dente profondamente compromesso da patologie come carie profondapulpite o granuloma. Anche l’estrazione del dente del giudizio potrebbe rappresentarne una causa scatenante. Di seguito i principali sintomi che la caratterizzano:

I sintomi dell'alveolite dentale variano in base al grado di infiammazione a cui è giunta la patologia.

In generale il quadro clinico dell'alveolite dentale comprende una sensazione di lieve dolore nelle sue fasi iniziali che si intensifica a distanza di qualche giorno dall'estrazione ed è spesso resistente ai comuni analgesici.

A circa 4 giorni dall'intervento il dolore alla ferita post estrazione si intensifica tendendo a irradiarsi verso le zone limitrofe all'alveolo infiammato, colpendo anche l'orecchio e i nervi del collo. A quel punto, gli analgesici potrebbero risultare inefficaci e potrebbe essere necessario ricorrere agli antibiotici per intervenire con una terapia mirata per trattare l’infiammazione dell’osso alveolare e che faciliti il processo di guarigione.

Il dolore spesso viene accompagnato da alitosi e gonfiore dei linfonodi regionali e può estendersi a tutta l'area angolare della mandibola.

L'infiammazione può variare nella durata da alcuni giorni fino a diverse settimane. L'alveolo appare di colore grigiastro, non sono presenti secrezioni di pus e a volte potrebbero accumularsi dei residui di cibo.

Lo stato doloroso provoca disagio e fastidio anche durante la masticazione e può portare a un lieve gonfiore della gengiva e un indolenzimento o dolore alla mandibola.

Nei casi più seri, l'alveolite dentale può manifestarsi anche attraverso febbre, ingrossamento dei linfonodi sottomandibolari e mal di testa.

Cause dell'alveolite dentale

Ad oggi gli studi clinici non hanno chiarito con certezza le cause dell’alveolite dentale, ma si conoscono alcuni fattori di rischio indubbiamente correlati all’insorgenza dell’infiammazione dell’osso alveolare. L’unica causa su cui si concorda è il fumo probabilmente a causa della nicotina che riduce la disponibilità di ossigeno nei tessuti ritardandone il processo di guarigione.

  • Fumo
  • Maggiore fibrinolisi del coagulo di sangue intra-alveolare
  • Complicanze dopo un'estrazione dentale
  • Assunzione di farmaci vasocostrittori
  • Patologie come il diabete
  • Assunzione di anticoncezionali orali
  • Scarsa cura orale
  • Malattia parodontale cronica
  • Traumi chirurgici

Nonostante non ci siano ad oggi notizie certe e chiare sulle cause che provocano l'alveolite dentale, è possibile individuare alcuni fattori di rischio che potrebbero predisporre verso questo tipo di infiammazione.

Uno dei fattori su cui molti studiosi si trovano d'accordo è senz'altro il fumo. Alcuni studi infatti hanno dimostrato che l'utilizzo di sigarette aumenta notevolmente l'incidenza dell'alveolite. La spiegazione deriverebbe dal fatto che la nicotina riduce la disponibilità di ossigeno necessario ai tessuti per velocizzare la guarigione dell'infiammazione.

Nella maggior parte dei casi però la causa principale dell'alveolite è dovuta a una complicanza a seguito di un'estrazione dentale, in particolare se l'intervento viene eseguito su una parte già infetta o gravemente lesionato, come nel caso di carie, ascesso, pulpiti o granulomi.

Non a caso, le alveoliti più comuni sono quelle che compaiono a seguito dell'estrazione dei denti del giudizio, cioè la terza serie di molari inferiori e superiori che di solito possono essere non fuoriusciti o mal posizionati.

Altre cause possibili potrebbero dipendere dallo stato di salute generale del paziente, dall'assunzione di farmaci vasocostrittori o dalla presenza di altre patologie come il diabete.

C'è poi una probabilità maggiore che l'alveolite colpisca le donne a causa di squilibri ormonali, assunzione di contraccettivi orali e quantità di estrogeni nel sangue, soprattutto durante le prime settimane del ciclo mestruale. Quando le pazienti presentano livelli ormonali più alti, anche a causa di una terapia con contraccettivi orali, la ferita sulla gengiva provocata dall’estrazione dentale, tende a guarire più lentamente.

In genere infatti i dentisti consigliano di sottoporsi a un'estrazione dentale nell'ultima settimana del ciclo mestruale, quando i livelli di estrogeni nel sangue sono inferiori.

Altri fattori di rischio comprendono poi una scarsa cura e pulizia quotidiana del cavo orale, parodontite cronica, traumi chirurgici o sciacqui troppo energici dopo un'estrazione; punti di sutura e precedenti episodi di alveolite. La malattia parodontale cronica è una probabile condizione predisponente.

Rimedi per l'alveolite dentale

Anche i rimedi e le terapie per affrontare i disturbi connessi a questa patologia sono molteplici e devono essere valutati durante una visita presso lo studio dentistico dove è stato effettuato l’intervento. Il dentista, infatti, prescriverà eventuali farmaci e aiuterà il paziente a seguire un percorso di prevenzione per ridurre la presenza di batteri nel cavo orale e contrastare la formazione di tartaro. In questo modo, il rischio di sviluppare infezioni si riduce drasticamente.

  • Medicazione analgesica
  • Lavaggi con soluzione fisiologica per disinfettare la ferita
  • Collutori antisettici, con clorexidina
  • Farmaci antinfiammatori
  • Cura orale in particolare se il paziente presenta febbre
  • Curettage

Dato che risulta ad oggi difficile individuare le esatte cause dell'alveolite dentale, non esiste in ortodonzia una vera e propria terapia per la cura di tale patologia.

In genere, quindi, è opportuno rivolgersi al proprio dentista per avere delle indicazioni specifiche sul tipo di rimedio da utilizzare per una veloce guarigione.

La diagnosi viene eseguita attraverso una semplice osservazione del cavo orale durante la quale si potrebbe riscontrare un cattivo odore in bocca e un colorito dell'alveolo tendente al grigio. All'ispezione può seguire una radiografia della zona o una panoramica per la conferma della diagnosi.

I rimedi che vengono suggeriti in questo articolo sono rivolti piuttosto ad alleviare il dolore e il fastidio provocato dall'infiammazione e a velocizzare i processi di riparazione e cura.

Il primo rimedio che in genere viene consigliato dai dentisti per ridurre il dolore causato dall'alveolite consiste nell'inserire nell'alveolo post-estrattivo una medicazione analgesica. La medicazione va poi sostituita ogni giorno, a seguito di un'accurata pulizia della zona, finché il paziente non smette di avvertire dolore.

La medicazione può essere accompagnata dall'utilizzo quotidiano di gel o collutori antisettici, a base di clorexidina, come nel caso del collutorio GUM®, ideale nei casi di pre e post chirurgia orale, estrazione di dente e posizionamento dell'impianto.

Queste terapie a livello topico, inoltre, possono essere somministrate in combinazione con farmaci antinfiammatori e antibiotici, da assumere nei dosaggi e nei tempi consigliati dal medico di base o dall'odontoiatra.

Un altro rimedio che può aiutare la ferita a guarire più velocemente riguarda poi la cura orale quotidiana che dovrà essere eseguita con maggiore accortezza, utilizzando ad esempio uno spazzolino a setole morbide e un dentifricio per denti sensibili.

Nei casi più gravi, infine, potrebbe essere necessario che il dentista esegua il curettaggio, ossia la pulizia e i lavaggi dell'alveolo dentario da parte del dentista con l'applicazione di una medicazione antidolorifica intralveolare.

Si raccomanda di rivolgersi al dentista se a 2-3 giorni da un'estrazione dentale, il dolore tende a intensificarsi anziché diminuire. Una radiografia endorale o una panoramica aiuteranno a confermare la diagnosi.


Prevenzione dell'alveolite dentale

I consigli e le regole da seguire per prevenire il rischio di incorrere in un'alveolite dentale possono essere distinti in base alla situazione in cui ci si trova: prima e dopo l'estrazione di un dente.

Prima di un intervento di implantologia ad esempio è consigliabile sottoporsi a una pulizia orale professionale dal dentista per eliminare completamente ogni strato di placca e di tartaro accumulato sui denti e negli spazi interdentali.

Alcuni giorni prima dell'estrazione inoltre è utile effettuare degli sciacqui con collutori a base di clorexidina per tenere sotto controllo la carica batterica nel cavo orale.

Dopo l'estrazione del dente in genere il dentista raccomanda una serie di regole che sarebbe bene seguire con attenzione per non incorrere in un'infezione batteria o nell'infiammazione della zona.

Innanzitutto occorre tenere la garza sterile medicata sulla lesione gengivale per favorire la formazione del coagulo di sangue, non fare sciacqui per le prime 24 ore ed evitare di fare movimenti bruschi o sottoporsi a pulizia e sbiancamento dentale in quanto potrebbero inficiare la funzione del coagulo di sangue nello spazio interdentale.

Evitare inoltre di fumare e di bere alcolici o bevande gassose almeno per i due giorni successivi all'intervento permette di accelerare il processo di guarigione; sarebbe meglio inoltre evitare di battere con la lingua sulla zona indolenzita, masticare con attenzione, evitare cibi troppo caldi e seguire una dieta a base di alimenti morbidi.

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