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Cos’è il fluoro?

Il fluoro è un elemento fondamentale per il nostro benessere e, in particolare, per la salute dei denti. Ma come agisce di preciso? Come si può assumere? E quant’è la dose corretta di fluoro da assumere ogni giorno? Vediamo tutte le risposte.

Sunstar GUM - Cos'è il Fluoro? Tutto Quello che c'è da Sapere | GUM

Il fluoro è un minerale naturale e appartiene al gruppo degli alogeni; è diffuso in natura ma, essendo l’elemento chimico più reattivo della tavola periodica, si trova solo come ione fluoruro, e in particolare nella fluorite.

In questa forma, si trova in molti alimenti e nell’acqua di diverse reti idriche. Allo stato puro, invece, ha forma gassosa, è più pesante dell’aria e presenta una rilevante tossicità per l’uomo.

Nella sua forma di composto di fluoruro, il fluoro è presente in quantità ridotte in moltissimi tessuti del corpo umano, in particolare nelle ossa e nei denti.

A cosa serve il fluoro?

Il fluoro è un elemento molto prezioso per il nostro organismo, in quanto:

  • facilita e favorisce l’accumulo di calcio nelle ossa, e in questo modo le rinforza, aiutando a prevenire l’insorgenza di disturbi e patologie come osteoporosi e fratture ossee, e favorendone lo sviluppo durante la prima infanzia;
  • agisce sulla produzione di acidi nel cavo orale, riducendola in alcune fasi, così da incrementare la mineralizzazione dei denti, migliorare lo stato di salute dello smalto e proteggere dalle carie;
  • inoltre, secondo alcuni studi, avrebbe un ruolo nella prevenzione di arteriosclerosi e disturbi a carico del sistema cardiovascolare.

Una carenza di fluoro, dunque, è una condizione rischiosa per la salute dei nostri denti e del nostro organismo, specie nell’età della crescita.

Come funziona il fluoro per i denti?

Quando assumiamo del fluoro, la sua azione sui nostri denti consiste nel combinarsi coi minerali della nostra dentatura per rafforzare lo smalto e renderlo più resistente all’usura di ogni sostanza acida.

La placca presente sui denti, infatti, dopo i pasti attiva la produzione di acidi che attaccano i minerali dello smalto (soprattutto calcio e fosforo) e li degradano, con un processo che viene definito demineralizzazione.

A causa della demineralizzazione, lo smalto si indebolisce, e può essere attaccato più facilmente dai batteri della bocca, dando origine a carie dei denti, piccole o grandi.

Quando sono in corso le fasi iniziali della demineralizzazione, però, il processo può essere invertito: è ciò che si definisce rimineralizzazione dello smalto, e può avvenire grazie alla presenza del fluoro, che ripristina i livelli normali di fosforo e calcio aumentando la protezione contro la demineralizzazione successiva.

Più precisamente, il fluoro agisce sullo smalto dei nostri denti in due modalità: in maniera topica e in maniera sistemica.

Azione sistemica

Il fluoro agisce in modo sistemico sulla dentatura dei neonati e dei bambini. Nello specifico, sui denti da latte sostituisce alcuni cristalli dello smalto in formazione con dei cristalli che contengono fluoro, e che dunque possono essere più resistenti alle carie.

Per ottenere questo risultato, il fluoro va assunto con l’acqua, il cibo o con integratori e farmaci fluorizzati prescritti a seguito di una visita dal dentista o da uno specialista in medicina pediatrica.

Azione topica

Sia nei bambini che negli adulti, poi, il fluoro può agire in forma topica, cioè localizzata sul dente.

In questo caso, il fluoro va assunto tramite dentifrici al fluoro o collutori appositi (come il Collutorio GUM ActiVital®): così, viene assorbito attraverso le fasi di risciacquo e di spazzolamento, e può agire dalla superficie esterna del dente.

Dentisti o igienisti dentali, in ambulatorio, possono anche praticare una fluoroprofilassi, ossia una somministrazione di fluoro ad alta concentrazione e con benefici maggiori. Tuttavia, già utilizzando quotidianamente dentifrici e collutori con fluoro a bassa concentrazione è possibile rimineralizzare il dente e rafforzarne lo smalto.

Durante la cura orale, è importante utilizzare i prodotti al fluoro nel modo corretto per massimizzarne l’efficacia: occorre lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno e spazzolarli accuratamente, per poi fare dei risciacqui col collutorio secondo le modalità consigliate.

Dove si trova il fluoro?

In buona parte dei Paesi occidentali, un minimo quantitativo di fluoro viene aggiunto direttamente negli impianti di erogazione dell’acqua potabile, allo scopo di migliorare la salute della popolazione.

Già negli anni ’30, infatti, degli studi scientifici hanno dimostrato che le persone cresciute bevendo acqua addizionata al fluoro avevano minori rischi di soffrire di carie ai denti. Ancor oggi, la comunità scientifica (e nella fattispecie l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Associazione Dentistica Americana) promuove e sostiene l’aggiunta di fluoro alle riserve idriche.

Il fluoro, tuttavia, può essere assunto anche tramite diversi alimenti, soprattutto il pesce e i frutti di mare, ma anche il latte, il formaggio e i latticini, certi tipi di carne.

È possibile, inoltre, che il fluoro sia contenuto nella frutta e nella verdura, ma la sua presenza negli alimenti di origine vegetale dipende molto dalle condizioni del suolo su cui sono state coltivate e dai fertilizzanti utilizzati.

Qual è il fabbisogno giornaliero di fluoro?

Il fabbisogno giornaliero di fluoro varia a seconda dell’età:

  • fino ai 6 mesi di vita il bambino dovrebbe assumerne 0,1-0,5 mg al giorno;
  • da 6 mesi a 1 anno, 0,2-1 mg;
  • tra 1 e 3 anni, 0,5-1,5 mg;
  • tra 4 e 6 anni, 1-2,5 mg;
  • dai 7 anni, 1,5-2,5 mg;
  • per gli adulti, 1,4-4 mg.

Inoltre, nelle linee guida del Ministero della Salute relative all’odontoiatria, questo ha consigliato una fluoroprofilassi sistemica per tutti i bimbi dai 6 mesi ai 3 anni di età, se l’acqua potabile della zona in cui vivono ha concentrazioni molto basse di fluoro.

Attenzione, infine, a evitare di eccedere nel consumo di fluoro. È una condizione rara ma potenzialmente rischiosa, che può provocare, in ordine di gravità, questi effetti collaterali:

  • interferenze con le attività di alcuni enzimi;
  • alterazioni nel metabolismo delle vitamine;
  • problemi al sistema nervoso, ai reni, al fegato, al cuore;
  • osteosclerosi e calcificazione delle articolazioni;
  • fluorosi dentale, che può far apparire macchie opache sui denti (non risolvibili con lo sbiancamento);
  • marmorizzazione dei denti;
  • fluorosi scheletrica;
  • danni al sistema nervoso.

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