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intarsio dentale

Intarsio dentale: cos'è e quando si usa

L’intarsio dentale – detto anche restauro indiretto – è una tecnica di estetica dentale volta a curare i denti posteriori (molari e premolari) in presenza di carie troppo profonda o a seguito ad un trauma che ha compromesso la salute del dente sano al punto da non poterlo trattare con una semplice otturazione in composito. Questa tecnica viene anche usata per sostituire vecchie otturazioni in amalgama con un materiale biocompatibile e più performante.

Il restauro indiretto - realizzato in un laboratorio odontoiatrico e successivamente fissato sul dente interessato - costituisce una tecnica conservativa per la ricostruzione dei denti che mira a sostituire il tessuto dentale danneggiato da processi cariosi estesi o eventi traumatici. Viene infatti applicato dall’odontotecnico nella cavità creatasi dentro il dente di cui ricostruisce la forma originaria qualora sia da escludersi una otturazione standard. In particolare, si rivela utile quando la cavità si sia ingrandita oltre il 50% del volume del dente e generalmente si realizza in due sessioni.

La prima seduta generalmente prepara l’area a seguito della rimozione di una carie, di un’otturazione vecchia e difettosa o dell’amalgama e serve per prendere l’impronta da inviare al laboratorio odontoiatrico. La seconda seduta avverrà dopo 7-10 giorni circa, durante la quale si applicherà l’intarsio definitivo.

Intarsio dentale: come si effettua un intarsio dentale

Si tratta di una tecnica di odontoiatria estetica mirata a recuperare la struttura del dente sia in termini di estetica che di funzione masticatoria. Il restauro indiretto va inserito nello spazio che si è venuto a creare all’interno del dente dove è stata praticata l’anestesia per rimuovere la carie. L’obiettivo è ripristinarne la forma originaria incrementandone parallelamente la resistenza.

Pertanto, durante la prima seduta, il vostro dentista di fiducia lavorerà per preparare il dente all’inserimento e prenderà l’impronta dentale tramite uno scanner intraorale per far riprodurre il manufatto a un odontotecnico in un laboratorio specializzato. Si dovranno infatti ripristinare i punti di contatto coi denti naturali per scongiurare eventuali problemi di malocclusione durante la masticazione. Prima di congedare il paziente, il dentista applicherà un’otturazione provvisoria da rimuovere e sostituire. Gli studi dentistici più specializzati e all’avanguardia sono anche in grado di effettuare l’intera procedura di applicazione dell’intarsio dentale in una sola seduta grazie ai progressi fatti in campo odontoiatrico.

Durante la seconda seduta, una volta eliminata l’otturazione provvisoria, si procede ad applicare l’intarsio dentale che va fissato stabilmente grazie a tecniche di cementificazione tramite composito che evitano possibili infiltrazioni batteriche e conseguenti infezioni. La cavità su cui intervenire viene isolata grazie a una diga di gomma che funge proprio da barriera alla saliva prima di applicare il cemento e posizionare l’intarsio stesso. Una volta ultimato il lavoro, il dentista procederà a rifinire il dente verificando la funzionalità dei punti di occlusione e perfezionando la protesi fissa fino a renderla perfettamente funzionale.

Intarsio dentale: tipologie esistenti

Esistono 3 diverse tipologie di intarsi dentali che dipendono essenzialmente dallo spazio creatosi nel dente e dal numero di cuspidi dentali coinvolte nella procedura.

  • Intarsio inlay: inserito all’interno della superficie dentale, si usa quando il danno riguarda altre parti del dente ma non interessa alcuna cuspide;
  • Intarsio onlay: copre parzialmente le superfici di molari e premolari e fino a tre cuspidi;
  • Intarsio overlay: copre interamente le superfici di molari e premolari ed è anche conosciuto come corona parziale.

Altro elemento che fa la differenza riguarda i materiali usati per realizzarli. In passato si ricorreva all’oro, oggi totalmente in disuso a favore di altri più performanti. Attualmente, sono due quelli più usati:

  • Intarsi dentali in ceramica: sono i più ricercati, nonché quelli dai costi più elevati dal momento che si tratta di un materiale estremamente biocompatibile e duraturo. Possiede delle proprietà che sono garanzia di robustezza ed elevata funzionalità e la rendono largamente consigliata per interventi longevi. Da non sottovalutare è anche l’aspetto estetico dal momento che per sua composizione, la ceramica si uniforma al colore e alla superficie dei denti risultando invisibile e garantendo un sorriso armonico. Nella maggior parte dei casi, infatti, si stenta a riconoscere l’intarsio da un dente vero e servono meno tempo e denaro di quelli necessari a realizzare una capsula;
  • Intarsi in composito: realizzati unendo più materiali, hanno il vantaggio della malleabilità. Contrariamente agli intarsi in ceramica, possono essere modellati e aggiustati in base alle esigenze specifiche del paziente. In linea di massima, grazie alla composizione malleabile, l’odontoiatra riuscirà più agevolmente ad adattarlo alla parte della dentatura da coprire. Terminata l’applicazione del composito, per ricostruire la sezione di dente mancante, viene fissato con un fascio di luce per indurirlo e stabilizzarne la tenuta sul dente. Si tratta di un materiale più economico rispetto alla ceramica, ma risulta meno omogeneo rispetto alla superficie cromatica e meno duraturo nel tempo.

La scelta di una delle due soluzioni va attentamente valutata dopo aver consultato uno studio odontoiatrico ed aver ottenuto una diagnosi precisa, grazie alle quali il paziente potrà essere orientato verso la soluzione più adatta alle sue esigenze.

Quando effettuare un intarsio dentale

Gli intarsi dentali servono essenzialmente a ricostruire premolari e molari dell'arcata superiore o inferiore. Nel caso in cui la cavità dentale da ripristinare sia ampia al punto da rendere sconsigliabile un’otturazione classica, il restauro indiretto consente una ricostruzione ottimale dell’anatomia del dente da curare. Quando la carie ha dimensioni ridotte infatti si può procedere alla ricostruzione nella bocca direttamente con tecnica tradizionale, usando le parti residue del dente come guida per ripristinare la morfologia della parte mancante. In caso contrario, invece, è preferibile realizzare in laboratorio odontoiatrico la parte andata perduta e legarla a quanto rimane.

Attraverso questo intervento di odontoiatria conservativa, la superficie masticatoria (o occlusale) è ripristinabile in armonia con la morfologia dell'arcata dentaria opposta e i punti di contatto con i denti vicini possono essere ricreati perfettamente prevenendo i rischi di infiammazioni e fastidi dovuti agli accumuli di cibo tra un dente e l'altro.

Quali sono i vantaggi dell’intarsio dentale

I vantaggi sono molteplici e rappresentano uno dei motivi che hanno portato alla diffusione su ampia scala di questa tecnica di endodonzia che ha un carattere preminentemente conservativo.

  • Recupero della corretta funzione masticatoria precedentemente compromessa
  • Protezione del dente che risulta più resistente e duraturo
  • Riduzione del rischio di infiltrazioni
  • Celerità del trattamento (talvolta basta un’unica sessione)
  • Possibilità di ripararli facilmente qualora necessario
  • Ripristino della funzione, dell’estetica e dell’armonia del sorriso
  • Adattabilità al dente naturale per un risultato il più omogeneo possibile
  • Capacità di ricostruire porzioni anche piccole del dente
  • Tutela della salute dei tessuti parodontali
  • Utilizzo di materiali altamente biocompatibili
  • Approccio conservativo privo di dolore
  • Minore invasività rispetto, ad esempio, alla corona che consente di salvare più tessuto dentale e biologico

Gli svantaggi riguardano più che altro i costi talvolta onerosi, ma convenienti se si ragiona in un’ottica di lungo periodo e funzionalità del cavo orale.

Altre tipologie di protesi fissa

L’intarsio dentale non è l’unica tecnica di implantologia nell’ambito delle protesi fisse. Di seguito vengono citate alcune fra le tipologie attualmente in uso:

  • Capsule dentali: servono alla ‘ricostruzione’ della parte visibile del dente naturale che viene monconizzato dopo essere stato curato;
  • Faccette dentali: sono sottilissimi strati di ceramica o zirconio posizionate sui denti naturali per correggere problemi estetici, fra cui eccessivo spazio fra i denti o discromie. Una volta applicate segue una fase di rifinitura dei contorni e di lucidatura della faccetta dentale;
  • Corona in resina: viene solitamente usata provvisoriamente come presidio mobile.

Quanto dura un intarsio dentale?

La durata dipende dalla cura che gli viene dedicata. Una corretta igiene orale quotidiana, una pulizia profonda con spazzolino, scovolino e filo interdentale dopo ogni pasto, l’uso di collutori specifici che aiutano a prevenire accumuli di placca e tartaro rientrano fra le abitudini di igiene orale domiciliare che preservano la buona salute della bocca in generale e degli intarsi in particolare.

La prevenzione, unita ai trattamenti di igiene dentale, è indispensabile sin dalla prima infanzia, per prevenire, individuare o trattare varie patologie. L'igiene orale domiciliare consente di tutelare e ripristinare la salute del cavo orale tramite un’accurata rimozione di placca e tartaro.

Oltre a questo, pianificare visite specialistiche presso uno studio dentistico con cadenza regolare (almeno ogni sei mesi) estende la longevità dei restauri indiretti, facendoli durare anche tutta la vita. Sottoporsi periodicamente ad un trattamento di igiene orale è importante perché, rimuovendo con regolarità e costanza la placca dentale, viene ridotta drasticamente anche la possibilità che la gengiva venga attaccata dai batteri, e, conseguentemente, infiammata.

Molti pazienti, nonostante puliscano scrupolosamente i propri denti a casa, non riescono a rimuovere in profondità tutti i residui di cibo che potrebbero sedimentarsi. Inoltre, in circostanze di scarsa igiene orale, è comune l'insorgere della parodontite e di carie, che potrebbero compromettere la salute della bocca. Pertanto, è fondamentale scegliere i prodotti corretti per l’igiene domiciliare e intervallarla con frequenti controlli specialistici.

Se l’intarsio dovesse staccarsi, si consiglia di prenotare tempestivamente una visita di controllo presso uno studio dentistico per trovare una soluzione al problema, ripristinando la funzionalità in tempi celeri.